La Marmifera e la Storia dei Cavatori

Un evento che proponiamo ogni anno, per farvi conoscere la storia delle nostre famiglie, delle nostre genti, della nostra terra. “Tutti conoscono il marmo di Carrara, pochi ne conoscono la storia”.

Benvenuti!

Oggi vorrei parlare dell’evento de: “La marmifera e la storia dei cavatori”, nato nel 2017 e riproposto ogni anno nel periodo primaverile-estivo. Si tratta di un evento pensato e studiato nei minimi dettagli per far conoscere la storia dei cavatori: un mestiere duro, difficile, pericoloso, che in passato ha permesso alla maggior parte delle famiglie che abitano nella provincia di Massa Carrara di sopravvivere. Dico questo perchè più o meno, tutti in provincia abbiamo avuto qualche famigliare che lavorava in cava. L’idea di non dimenticare le nostre origine e anzi, di raccontarle, nasce dall’incontro con Walter Danesi, collega ed amico, nonchè curatore e nipote del creatore della Cava Museo di Fantiscritti: Walter Danesi. Insieme, abbiamo pensato che sarebbe stato bello far conoscere la nostra storia, poichè i nostri nonni sono proprio vissuti all’interno delle cave. Mio nonno, ad esempio, era cavatore e lavorava alle cave del monte Sagro… Si parla di oltre quarant’anni fa.

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Io e Walter pronti per iniziare

Un tempo il lavoro del cavatore era completamente differente rispetto a quello che conosciamo oggi. C’erano, ad esempio, mestieri che da alcuni anni non esistono più e, per fare un altro esempio, i metodi di taglio sono stati velocizzati, usando tecnologie sempre più avanzate. Anche il trasporto del marmo, che in passato avveniva dapprima tramite la “lizzatura” e traino di buoi, ha subito una grande trasformazione: pensiamo dapprima alla ferrovia marmifera e, nel secondo dopoguerra, al trasporto gommato, ancora oggi in voga. A chi viaggia nelle nostre zone, sarà capitato sicuramente di vedere questi camion passare con blocchi di marmo all’interno del cassone. Dobbiamo anche pensare che è cambiata l’economia: una volta venivano venduti blocchi di marmo ben tagliati; oggi invece si ha anche il “mercato dei ravaneti”, da cui vengono prelevate le rocce di scarto per poi utilizzarle nel settore edile e maggiormente nel settore della produzione di carbonato di calcio. Farmaci, pasta, dentifricio, calce, vernici… Questi prodotti contengono il nostro marmo, o meglio, la polvere, che è carbonato di calcio. Ho accennato a questo poichè oggi si pone il problema della salvaguardia delle nostre meravigliose montagne (le Alpi Apuane): un argomento che molto spesso viene affrontato e occupa testate di giornali, facendo emergere anche i vari punti di vista: da una parte la visione ambientalista dedita alla salvaguardia di questo meraviglioso complesso carsico e, dall’altra parte, la visione imprenditoriale. I temi appena descritti, con aggiunta di altri, vengono affrontati durante il nostro percorso, che parte dalla Ex Stazione del Tarnone, ovvero da una delle stazioni della vecchia linea ferroviaria della Marmifera. Qui è ancora possibile vedere la presenza dei binari, poichè la ferrovia è stata smantellata quasi del tutto.

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Stazione Ex Tarnone
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Partenza- introduzione

La Ferrovia Marmifera è stata una manna per il trasporto del marmo. Una tecnologia all’avanguardia che ha permesso di agevolare i trasporti e di velocizzare anche l’economia del marmo, incrementandone la vendita. Proprio il tunnel della lunghezza di circa 1 km che solitamente percorriamo, è stato costruito appositamente per far passare questo treno speciale…  Conoscete i Ponti di Vara? Anch’essi fanno parte di questa speciale costruzione!

 

Il nostro evento dura circa 4 ore e può essere definito “un viaggio completo nel mondo dei cavatori”. Se dapprima si affronta il tema storico in linea generale considerando anche i diversi dibattiti critici che si sono inseriti via via in questo contesto, successivamente si ha la possibilità di visitare le cave e capire davvero la parte pratica, ovvero come avviene il lavoro in cava al giorno d’oggi. Arrivati dunque a Fantiscritti, le Jeep 4×4 ci accompagneranno in cava, percorrendo strade che sono sfruttate giornalmente dal passaggio dei camion. Avete visto il film “007. Quantum of Solace” ? (se vi è sfuggito, vi riporto il link per vedere la scena di inseguimento girata sulle strade di cava: https://www.youtube.com/watch?v=CQKz_44kCNI )

Alla fine, le guide di “Carrara MARBLE TOUR” ci riaccompagneranno al piazzale di Fantiscritti, dove raggiungeremo Walter nella CavaMuseo. La CavaMuseo è un museo a cielo aperto, ove sono esposti non solo oggetti utilizzati in passato dai cavatori, ma vi sono statue in marmo che rappresentano i cavatori e i differenti mestieri. All’interno di questo museo, vi è anche la ricostruzione della “capanna del Cavatore”. Come scritto precedentemente, un tempo il lavoro in cava era differente rispetto a oggi. Poter mangiare, non morire e sopratutto non farsi male, era il pensiero principale di questi uomini. Nella cava più o meno lavoravano direttamente e indirettamente intere famiglie: il cavatore in cava e nelle mansioni più impegnative e faticose, i bimbi (chiamati in dialetto Bagasci) presso le cave o a portare attrezzi (e non solo) necessari al lavoro, le donne per portare acqua e cibo. Con la emozionante spiegazione di Walter, il nostro viaggio nella storia finisce, e si conclude “golosamente” con un buffet, dove vengono presentati prodotti tipici come ad esempio il lardo di Colonnata.

Tutte le volte, sia per chi viene, sia per noi che spieghiamo, è emozionante. Amiamo il nostro lavoro e le nostre origini, ed è proprio per questo che tutte le volte ci mettiamo il cuore.

 

Se volete conoscere le date dell’evento, potete consultare la pagina facebook:

https://www.facebook.com/marmiferaeicavatori/

 

Vi indico anche i nostri siti internet:

CavaMuseo:      http://cavamuseo.com/

Ai Piedi delle Apuane:      https://aipiedidelleapuane.com/

 

Vi aspettiamo!

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Alessandra

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